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27.Perché senza intervallo o mutar loco
giunge in instante ogni lontano oggetto,
tal che negli atti suoi si scosta poco
da la perfezzion de l’intelletto;
onde se quel, vie piú che vento o foco
rapido e vago, occhio de l’alma è detto,
questo, ch’è di Natura opra sí bella,
intelletto del corpo anco s’appella.

28.Per l’occhio passa sol, per l’occhio scende
qualunque l’alma iinagine riceve,
e di quant’ella vede e quanto intende
quasi l’obligo tutto a l’occhio deve.
L’occhio, com’ape suol, che coglie e prende
i piú soavi fior leggiadra e lieve,
scegliendo il bel de la beltá che scorge,
a l’interno Censor l’arreca e porge.

29.Da le fonti del cerebro natie,
ond’hanno i nervi origine e radice,
un sol principio per diverse vie
di duo stretti sentier due linee elice.
Quindi del tutto esploratori e spie
traggono gli occhi ogni virtú motrice;
e quindi avien (come per prova è noto)
che move ambo in un punto un stesso moto.

30.Lubrico, e di materia umida e molle
questo membro divin formò Natura,
perché ciascuna impression che folle
possa in sé ritener sincera e pura.
Perché volubil sia, donar gli volle
orbicolare e sferica figura;
oltre che ’n forma tal può meglio assai
franger nel centro e rintuzzare i rai.