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il più ardente di tutti voi e baci per l’ultima volta la bocca augusta dell’Imperatrice!...

Nessuno si mosse. Nella penombra crepuscolare del gran letto nuziale era apparso il cadavere! Massa informe e gialla, brulicante sotto il flusso e riflusso della morte, come una spiaggia notturna brulica di nere schiume... Su quella marea di vermi, si chinava elasticamente un fantasma di fumo azzurrognolo, la cui testa rotonda e verdastra sembrava ciondolar dal sonno, come la testa d’un ubbriaco sulla tavola vinosa d’una bettola... (Dopo una lunga pausa) Quel fantasma... era Santa Putredine!... Con passo automatico, l’Imperatore entrò solo nell’alcova, lasciando ricadere dietro di sé le cortine color di sangue... E nessuno lo rivide più. Quella sera i Molini del Demonio facevan roteare le loro ali di vampiro con insolita rapidità... I loro cuori di fuoco sanguigno danzavano nelle tenebre... Satana macinava cenere umana.. farina per le streghe!... E le ruote di quei molini giravan sì leste, sì leste... che ad un tratto le loro ali fosforescenti s’impigliarono nell’Orsa Maggiore, lassù, in mezzo al cielo, e, continuando a girare, la scaraventarono a terra, tutta aggrovigliata, fra bituminose matasse di nuvole.

FRA TRIPPA

s’alza con fatica, reprimendo uno scoppio di collera

Sei eloquente, amico... Ma, in nome di tutti i Citrulli, io t’impongo di tacere, poiché ogni pasto durante il quale si dicono o si ascoltano belle cose diventa pernicioso, per lo stomaco.