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nella inventione della materia: ma anchora di renderla con polito modo di dire chiara, et aperta a' diligenti Lettori. Alcuni altri sprezzando la verità in molte cose di Filosofia solo spronati da vivacità, et da prontezza d'ingegno cercano con ogni studio possibile di far credere al mondo, che il vero sia falso, il bene male, et il brutto sia bello, et amabile, et con ragioni apparenti bene spesso ottengono il tanto da loro desiato fine. Non pochi si ritrovano, che mossi dall'invidia, che portano alle nobili attioni d'alcuno con la mordace penna cercano di offuscarle, et anco d'annullarle, le quali nondimeno bene spesso ad onta loro più sormontano, et al Cielo più s'innalzano. Et finalmente non mancano scrittori, che stimolati da odio, o da fiero degno con copiose menzogne vanno detrahendo l'altrui fama et honore. Sono i primi per loro stessi degni di lode. I secondi non sono in tutto da essere vituperati, già che di così nobili ingegni ornati sono, ma ben degni di biasimo reputano tutti gli huomini coloro, che ò da invidia ò da particolare odio si movono. Io in questo mio discorso voglio seguire i primi, come quella che è desiderosa, che questa verità risplenda appresso ad ogn'uno, la quale è, che il sesso femminile sia più nobile ed eccellente di quello degli huomini; e spero così manifestarla con ragioni,et essempi, che ogni huomo, ancor ché pertinace, sarà sforzato con la propria bocca a à confermarla. Si avvicinò alla cognizione di questa verità Plutarco, et Platone quel grande nel Dialogo settimo della Repubblica, Et in molti altri libri