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non senza gran pericolo di qualche sinistro avvenimento, et che questo sia vero, udite che dice Tito Livio nella 4ª Deca al lib.4. à car.577. Non potevano le matrone esser tenute in casa per rihaver la licenza di portar gli ornamenti, nè dall'autorità, nè dal rispetto, ò commandamento de' mariti, che non empiessero tutte le strade della Città, tutte le bocche delle piazze affrontando gli huomini, che loro dovessero rendere i tolti ornamenti. cresceva ogni dì questa frequenza di donne, percioche non solamente le Romane: ma le donne delle terre, et vicine ville si ragunavano, et ardivano di essortare i Consoli. Onde M. Catone nella sua oratione contra le donne disse, che dubitava di seditioni civili, et di tumulto, se non si raffrenava un tanto orgoglio. parlò contra costui Lucio Valerio Tribuno della plebe con infinite laudi delle donne. Il giorno seguente molto maggior numero di donne venne in publico, et tutte in schiere circondarono le case de' Tribuni, i quali impedivano la legge, et non cessarono di romoreggiare fin che non fù quella cassata, et annullata da tutti i Patritij, fatti capaci della ragione, conosciuta la nobiltà, et i meriti delle donne. la qual legge fù poi sempre osservata, et si osserva in ogni Città, et nell'Alemagna; ove non è lecito ad huomo alcuno vestirsi di seta, se non è nobile; ogni donnicciola si adorna con drappi di seta, et varie sorti di colane, et questo si una in ogni luogo del mondo. Sono adunque le donne honorate con l'uso degli ornamenti, i quali avanzano di gran lunga quelle degli huomini, come si può vedere, et è cosa meravigliosa il vedere nella nostra Città la moglie di un calzolaio, o di un beccaio, overo di