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et però vivono, anchor che morti. in somma a un bel volto ha vinto i più superbi, et orgogliosi Regi del mondo, et i più scientiati, et ornati di lettere, che habbino insegnato le cagioni delle cose. Onde il Tasso disse nel Torrismondo queste parole, dimostrando la maestà, et la grandezza di questo dono.

 
questa bellezza

Proprio ben, propria dote, e proprio dono
È delle donne ò figlia, e propria laude,
Et agguagliam, anzi vinciam con questi
Ricchi, saggi, facondi, industri, e forti,
E vittorie, e trionfi, e spoglie e palme,
Le nostre sono, e son più care, e belle,
E maggiori di quelle, onde si vanta,
L'huom, che di sangue è tinto, e d'ira colmò

O come egli hà mostrato in queste poche parole le maravigliose operationi della bellezza, che han domato non solo l'alterezza degli huomini, ma anco degli Dei degli antichi. io vorrei pur alzarti, et lodarti: ma mi mancano le parole, et quanto più spiego l'ali de miei troppo arditi pensieri, tanto più ce ne restano. onde io dirò col Petrarca.

Tacer non posso, e temo non adopre
Contrario effetto la mia lingua al core,
Che vorria far honore
A la sua donna, che dal Ciel n'ascolta,
Come poss'io, se non m'insegna Amore
Con parole mortali agguagliar l'opre divine.

Et ben posso dire, ch'io scemo sue lodi parlando onde è meglio, ch'io taccia, et ch'io l'inchini,