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niuna cagione può essere tirata in terra; percioche la bellezza, non essendo cosa terrena, ma divina, et celeste, sempre alza à Dio, da cui deriva; onde sono a nostro proposito questi versi del Petrarca.

D'una in l'altra bellezza
M'alzo mirando la cagion primiera.

Che così vuol dire. Io ascendo di bellezza, in bellezza, cioè di anello in anello, et mi ferino nella cagione primiera il primo anello di questa nostra dorata catena,, che scendendo dal Cielo, rapisce dolcemente le anime nostre, sarà la corporal bellezza, la quale mirata, et considerata con la mente per lo mezo degli occhi esteriori, gode, et in lei mediocremente si diletta. ma poi vinta da somma dolcezza salisce al secondo anello, et mira et vagheggia con gli occhi interni l'anima, che adorna di celesti eccellenze informa il bel corpo; ma non si fermando in questa seconda bellezza, ò anello, avida, et desiderosa di più viva beltà, quasi amorosa fiamma salisce al terzo anello, facendo una comparatione tra le terrene bellezze, et le celesti, et s'inalza al Cielo, et quivi contempla gli angelici spiriti, et all'ultimo questa mente contemplant si affisa al gran Sole degli Angeli, et del mondo. come à colui, che sostiene la catena; onde l'anima in lui godendo si fà felice, et beata. per hora non voglio dire altro di questa catena; ma forsi col tempo farò più lungo discorso, con queste ragioni io credo di havere chiaramente mostrato, che la beltà d'un leggiadro volto accompagnato da gratiosi sembianti guida ogni huomo alla cognizione del suo Fattore: ò che dono, ò che doti, ò che maggioranze sono queste delle delle donne: poiche con la lor