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ne' quali mostra, che le Donne sono di così alto valore, et ingegno, come i maschi. S'avicinò dissi; percioche non pensarono tanto oltre, che conoscessero le Donne esser più degli huomini eccellenti, et nobili. Odio me, overo sdegno non move, et meno invidia; anzi da me se ne sta lontanissima; percioche io non hò desiderato, nè desidero, nè mai desiderò, anchor ch'io vivessi più tempo di Nestore, di essere maschio; ma credo ben io, che ò sdegno, ò odio, ò invidia movesse Aristotile in diversi libri a dir male,et à vituperare il sesso Donnesco; sì come anco biasimò in molti luoghi il suo Maestro Platone. Et similmente io penso, che si sia mossi a scrivere un libro intitolato i Donneschi diffetti Giuseppe Passi Ravennate Academico informe. Se invidia, o sdegno, od altro lo habbia mosso, io non lo saprei ben dire; ma Dio gli perdoni. Dividerò questo mio discorso in due parti principali: nella prima tratterò la nobiltà, et l'eccellenze delle Donne, la qual sarà divisa in sei principali capi; ma il quanto contenerà sotto di se undici capi particolari. nella seconda parte spiegherò i Difetti, et le brutture degli Huomini, la qual sarà da me divisa in trentacinque capi. Se incominciando dall'eccellenze delle Donne, mostrerò, che quelle trapassano i maschi nella nobiltà de' nomi, delle cause, della propria natura, delle operationi, et dei detti de' maschi verso di quelle, et finalmente risponderò alle leggierissime ragioni, che tutto giorno sono dai poco prudenti, et poco saggi huomini contra noi addotte.