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28 primi versi

che vuol dire sul fine del suo quindicesimo o sul principio del sedicesimo anno della sua vita. Egli mi permise, per tratto di grande amorevolezza, in questa occasione a me tanto solenne, di levarlo dall’oblio immeritato, in cui rimaneva da settantasette anni. È, come vedrete, un ritratto fisico e morale che lo stupendo giovinetto faceva di sè stesso; vi è qualche cosa d’ingenuo nell’espressione, ma nel tempo stesso vi si ammira, insieme con una grande e preziosa sincerità, il felice presentimento di una vita lunga e gloriosa.

   Capel bruno, alta fronte, occhio loquace,
        Naso non grande e non soverchio umìle,
        Tonda la gota e di color vivace,
        Stretto labbro e vermiglio, e bocca esìle.
   Lingua or spedita or tarda, e non mai vile,
        Che il ver favella apertamente o tace;
        Giovin d’anni e di senno, non audace,
        Duro di modi, ma di cor gentile.
   La gloria amo e le selve e il biondo Iddio.1
        Spregio, non odio mai; m’attristo spesso,
        Buono al buon, buono al tristo, a me sol rio.
   All’ira presto, e più presto al perdono,
        Poco noto ad altrui, poco a me stesso,
        Gli uomini e gli anni mi diran chi sono.

Quest’ultimo verso profetico mi scioglie dall’obbligo di qualsiasi commento. Vi è qui tutto l’afflato del genio potente, che doveva rivelare al suo secolo ed alla sua terra una nuova poesia.

  1. Variante: «Di riposo e di gloria insiem desìo.”