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292 il manzoni e la critica.

tonio Stoppani) non era una balbuzie di genere comune, come sarebbe quella, per esempio, consistente in una specie di sincope momentanea dell’organo vocale.... Il Manzoni non era nemmeno di quelli che vanno soggetti a quella specie di paralisi mentale momentanea, per cui la parola, benchè comunissima, rifiuta di presentarsi nell’istante, in cui si ha bisogno di proferirla. «Io, diceva il Manzoni, la parola la vedo; essa è lì; ma non vuole uscirmi dalla bocca;» quando era in questo caso, troncava improvvisamente il discorso. «Se la si lascerà dire," soggiungeva l’illustre paziente: e dopo questa specie di scongiuro, pronunciava senza difficoltà quella parola che prima s’era rifiutata assolutamente a pigliar forma sensibile nella sua bocca. Avendo Don Giovanni Béttega, ora parroco di Anzano, avuto occasione di presentarglisi, Alessandro Manzoni, giocando di parole sul cognome di quel bravo ecclesiastico che, pronunciato lungo, in dialetto lombardo vuol dire balbetta: "Lei, disse, ha il nomen ed io l’omen.» Nella lettera che scrisse al Briano per rinunciare alla deputazione, il Manzoni fece pure allusione alla sua balbuzie; ad un amico poi che gli domandava perchè non avea voluto esser deputato, egli, scherzando, rispondeva: «Poniamo il caso che io volessi parlare e mi volgessi al presidente per domandargli la parola, il presidente dovrebbe rispondermi: — Scusi, onorevole Manzoni, ma a lei la parola io non la posso dare. — »

Ma non è qui il luogo di raccogliere aneddoti, tanto più che il loro numero, se gli amici del Manzoni superstiti vorranno ricordarsi e parlare, può divenire