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gl’inni sacri e la morale cattolica. 147

la riparazione.1 Non bastava che ei fosse diventato cattolico, e che egli avesse composto inni intieramente ortodossi; doveva adoprare tutto il suo ingegno in difesa della religione cattolica. La Chiesa sapeva bene quanto quell’ingegno valesse, e se lo volle appropriare. Al Manzoni fu imposto come penitenza da monsignor Tosi l’obbligo di scrivere le Osservazioni sopra la Morale cattolica. Noi leggiamo con ammirazione nella Vita dell’Alfieri che il grande Astigiano ordinava al suo servitore di legarlo fortemente alla sedia per obbligarsi al lavoro; ma non abbiamo letto senza una grande pietà e confusione, che monsignor Tosi chiudeva in camera Alessandro Manzoni, perchè mandasse innanzi il libro sulla Morale cattolica che non voleva andare avanti. Il fatto ci è assicurato dall’egregio biografo del Tosi, professor Carlo Magenta, il quale scrive precisamente: «Il Tosi, vedendo che quel lavoro procedeva lento, perchè l’Autore era occupato in altri studii, trovandosi a Brusuglio, ad una cert’ora del giorno andava a chiudere il Manzoni nel suo studio, dichiarandogli che non l’avrebbe lasciato escire, finchè non avesse scritto un certo numero di pagine.» Dallo stesso biografo abbiamo appreso con una specie di ter-

  1. Dopo la morte del Manzoni, fu raccontato che il grand’uomo un giorno a chi lo ringraziava del bene ch’egli avea fatto, rispose commosso: «Senta, se c’è un nome che non meriti autorità, questo nome è il mio. Lei forse non sa che io fui un incredulo e un propagatore d’incredulità e con una vita conforme alla dottrina, che è il peggio. E se la Provvidenza mi ha fatto vivere tanto, è perchè mi ricordi sempre che fui una bestia e un cattivo.» Il Manzoni evidentemente, per eccesso di umiltà cattolica e d’immaginazione, si calunniava, esagerando la propria giovanile empietà e gli stravizii della sua vita di studente.