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134 introduz. alla scienza sociale [§ 111-113]


111. Se le varie classi delle società umane fossero materialmente separate, come sono quelle di certi insetti (termiti), potrebbero, senza troppo cozzare, sussistere quelle varie morali. Ma invece le classi delle società umane sono mescolate in ogni modo; ed inoltre esiste negli uomini dei nostri tempi un sentimento potentissimo di uguaglianza, il quale malamente, e non senza gravissimi danni, potrebbe essere offeso. Perciò occorre che le morali sostanzialmente diverse abbiano apparenza di non essere tali.

Aggiungasi che difficilmente una classe di uomini può a lungo fingere sentimenti che non ha; onde occorre che quelle morali diverse sieno reputate eguali da coloro stessi che le seguono. A ciò provvede in parte la casuistica, che è stata di tutti i tempi e di tutti i popoli. Si pone un principio generale, in cui tutti consentono, e poi si stabiliscono opportune eccezioni, per virtù delle quali quel principio rimane solo generale in apparenza. Tutti i cristiani, nel medioevo, ammettevano riverenti ed ossequiosi il precetto divino del perdono delle ingiurie; ma i nobili feudali aspramente procuravano di vendicare le ricevute ingiurie. Ai tempi nostri tutti si dichiarano fedeli seguaci dell’uguaglianza degli uomini; ma ciò non toglie menomamente che gli operai ottengano ogni giorno nuovi privilegi.

112. I mezzi che valgono a separare le morali sono imperfettissimi: onde accade che quelle morali effettivamente si mescolano, e che, per tal modo, ci allontaniamo dalle condizioni che possono fare prospera la società.

113. Le classi inferiori hanno bisogno di una morale umanitaria, la quale poi vale anche a