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gi dall’approvare il zelo indiscreto del governatore della Mecca, attestò la sua sorpresa che colui avesse ardito di condannare una bevanda tanto stimata al Cairo, dov’eranvi, diceva, dei dottori più illuminati di quelli della Mecca, e che non avevano trovato niente di contrario alla legge nell’uso del caffè; quindi comandò al governatore di ritirare la sua proibizione e contentarsi di usar dei castighi se accadessero disordini nei caffè. Soggiunse che si poteva abusare delle cose migliori, e che questa non era una ragione di proibirle.

L’uso del caffè dopo essere stato ristabilito alla Mecca fu di nuovo proibito, e poi per anche ristabilito. Il soldano di Egitto consultò su tal punto i dottori della legge, ed essi diedero i loro pareri in iscritto, e provarono con solidi ragionamenti, quanto pazza ed ingiusta fosse la condanna, e quan-