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sti medici atmosferici, climaterici (chiamateli come volete), senza sapere di medicina; perchè fra questi climi che consigliano ai tisici, ve n’ha di secchi e ve n’ha di umidi; vi sono paesi altissimi ed altri sulla costa del mare; vi sono climi caldi e freddi! Dio buono quanta ignoranza, quanto ciarlatanismo!...

«Io vedete, con una stufa e un termometro vi faccio nella vostra camera tutti i climi del mondo, e con un po’ di carbon fossile e dell’acqua vi fabbrico Nizza e Madera in Oxford-Street o in Piccadilly senza che abbiate bisogno di escire da casa vostra, senza bisogno di lasciare i vostri tappeti, i vostri fiori, il vostro canerino; ma dovete avere poi un pochino di pazienza: insieme ai tappeti e ai fiori e al canto del vostro uccellino metto anche le mignatte e i vescicanti e i cauterii e la pomata dell’Autenrieth e l’olio di merluzzo; oh, sì, io vi tratto crudelmente ma con una crudeltà pietosa; tormenti alla pelle, medicine ripugnanti al ventricolo; io vi curo colla fame e col dolore... colla prigionia e colla paura...»

E il dott. B... pareva esaltarsi nella sua feroce eloquenza, ma il suo accento era così pieno di fede che io mi sentiva costretta ad ascoltarlo. Egli godeva assai nel passare in rassegna le armi tremende delle quali egli disponeva, e si agitava nel suo seggiolone, e sogghignava, e faceva tremare e muovere ogni cosa intorno a lui; e mi pareva in una volta sola un mastodonte e un carnefice...

«Ma cara mia signora, la cura di una malattia è una battaglia fra il malato e il medico: è una lotta della natura colla scienza, e la vittoria è del più forte e del più coraggioso; e vedete (e qui senza volerlo, si rimboccava le maniche dell’abito, quasi volesse disporsi ad una partita di boxing), a me non mancano nè il coraggio, nè la forza. I miei colleghi dicono di me che sono un arrabbiato vitalista, che son divenuto cogli anni una caricatura di me stesso; ma io trovo di aver ogni giorno una convinzione più ferma nella mia dottrina e l’esprimo forse con un accento troppo forte, con parole troppo ardenti... Ridete pure, mi hanno chiamato l’Ulisse della medicina inglese, perchè