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un sogno 91

grate da alberi, da aiuole fiorite e da fontane pittoresche, delle quali non si potevano vedere due che fossero eguali. Sotto gli alberi si vedevano comodi sedili, dove chiunque poteva mettersi a riposare o ad ammirare le statue, i fiori, le fontane.

Le fontane non potevano essere nè più belle, nè più fantastiche. In una delle piazze maggiori si innalzava un monte artificiale, fatto di rupi accatastate pittorescamente le une sulle altre. Fra i sassi eran piantati arbusti e piante alpine, che scapigliate pendevano dai dirupi e dalle frane; e licheni e felci e morbide borracine davano alle pietre una vita fresca e gaia, che copiava quella della natura montana. L’acqua zampillava dall’alto, ora precipitandosi rumorosa in piccoli precipizii, ora si raccoglieva in un ruscelletto argentino, ora si spargeva sopra una roccia nera come l’antracite e scintillante di cristallini di mica, quasi fosse la ricca chioma di una ninfa, che avesse sparsi i suoi capelli per l’aria. E tutte quelle acque si riunivano in basso