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un sogno 103

volozza a dar vita e gioventù al calice troppo gretto, alla coppa troppo classica; e il fiore par che risponda ai suoi due genitori:

Grazie, grazie!

Se i fiori son tanto belli da bastare essi soli per dettare un trattato d’estetica a chiunque (purchè egli non sia un filosofo); anche i loro odori sono la poesia del profumo, che ha in essi forse un numero maggiore di note, che non abbia la musica.

E non hanno dessi la delicatezza e la fugacità di un sogno, che fra le palpebre socchiuse, compare e sparisce e s’indovina più che non si senta?

E non hanno forse anche la nota dell’aroma più ardente e più caldo, e la voluttà profonda, che sembra un contatto di carni innamorate e il piccante e il frizzante e l’etereo e il vaporoso e il solleticante e tante e tante altre delizie, a cui il nostro linguaggio tanto imperfetto nega lo stampo di una parola?

E così nei frutti forme e colori e pro-