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66 Il pensiero nella vecchiaia


del mondo umano e del mondo cosmico, da allargargli sempre più l’orizzonte. Se il giovane è più alpinista di lui, perchè ha polmoni più ampi e garretti più robusti, il vecchio ha salito più cime del pensiero e ha imparato a intendere le ombre nelle valli dell’ignoranza e a non lasciarsi ingannare da tutti i fantasmi della luce e delle meteore. Egli è presbite anche nel cervello e non soltanto negli occhi e alla sintesi questo difetto giova assai più che la miopia.

Alla più larga sintesi si associa nel vecchio anche una maggior ricchezza di associazioni nelle idee. È questa la conseguenza logica della prima virtù.

Nel giovane vi sono molti tasti che non rispondono, vi sono accordi che non riescono, perchè ha molte corde vergini, che non hanno vibrato ancora.

Nel vecchio invece tutti i tasti sono agevoli, tutte le corde sono attraversate da mille correnti, e le associazioni delle idee si fanno pronte e per ogni verso; diffondendosi per tutti i territori del pensiero e del sentimento.