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DUE PAROLE AL LETTORE

che possono anche servire di prefazione

Gli amici più cari, quei pochi ai quali confido tutti i miei pensieri, quando ebbero udito da me, che volevo scrivere l'Elogio della vecchiaia si misero a ridere; facendomi intendere molto chiaramente, che io parlavo per celia.

Io però insistevo, atteggiando la faccia alla più grave serietà, e allora mi davano del matto; e un coro di obbiezioni, di sarcasmi, di invettive mi si rovesciava addosso, come valanga di pietre in un’antica lapidazione.

Sì, sì: sta bene, il tuo elogio sarà come quello di Erasmo sulla pazzia. Lodare la vecchiaia, per farne la satira.