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146 Le piccole gioie della vecchiezza


l’armonia perfetta di lui colle cose, che lo circondano.

La simmetria vuol dire per lui salute, la puntualità nei ritrovi vuol dire galateo; il tic-tac del pendolo poi non dice a lui le desolanti parole, che mormorava all’orecchio del grande poeta americano: ever never (sempre, mai); ma proclama a voce sommessa, che l’ordine regna da per tutto; in cielo e in terra, in casa e fuori, nel territorio del suo Io come nella gran patria, di cui è cittadino.

Curar la simmetria, mantener l’ordine, sono occupazioni carissime e quotidiane del vecchio; son gioie che il giovane ignora quasi sempre o gode soltanto, quando una vecchiaia precoce gli toglie le allegrezze della propria età per dargli in cambio quelle della vecchiaia.

Sarà questa una gioia egoista, ma è anche una gioia umana; quella cioè di star seduti e di veder gli altri in piedi.