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138 Le grandi virtù e le grandi gioie


essere che dopo essere stati modesti operai in una delle tante officine del pensiero, dopo aver sudato e pianto sul calvario della gloria, provando e riprovando; alternando i sudori freddi del dubbio colla febbre ardente della fede.

E il maestro riposa ormai contento di sè e degli scolari che lo circondano e lo ammirano, e nei quali egli ha versato tanto tesoro di idee. Paternità sacra e veneranda più di quella che vien dal sangue, perchè nella coppa della vita non siamo noi soli i mescitori; ma nella scuola e nell’officina il maestro è in una volta sola padre e madre, genitore duplice e sempre legittimo.

In molti casi maestro è più che padre, e povero, infelice quel padre, che giunto alla vecchiaia e guardando i proprii figli, non può dire con giusto orgoglio e intima compiacenza:

Io sono stato il loro maestro!