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della vecchiaia 123

La pazienza è buaggine, quando si sopportano i dolori, senza calmarli o guarirli con l’igiene della filosofia o con la terapeutica delle forze avverse.

La pazienza è virtù, quando si sopportano i dolori non sanabili nè con l’igiene nè con la terapia.

Il lamento breve, automatico può essere il grido spontaneo e irresistibile della natura offesa; ma quando dura, è la confessione umiliante della nostra debolezza, della nostra impotenza.

È verissimo che la pazienza è resa più facile al vecchio, perchè in lui è minore la sensibilità; ma non cessa per questo di essere una virtù, ch’egli è andato acquistando con lunga fatica.

Egli ha anche imparato a sue spese che nulla è più prezioso del tempo e le ore o i giorni spesi nel lamentarsi sono una pura perdita del più prezioso dei capitali. I grandi uomini hanno trasformato i loro dolori in grandi opere d’ingegno o in alti eroismi. Goethe guarisce da un amore infelice scrivendo il Werther; e