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All'illustre amico

il barone CARLO LOPES NEITO.

Questo libro non poteva esser dedicato che a voi, che nella vostra fiorente e, vorrei quasi dire, serena ed olimpica vecchiezza, siete la prova viva e palpitante della verità, che io voglio dimostrare in questo mio libro; che cioè la vecchiaia non è nè una malattia, come disse un grande, nè una maledizione, come ripetono tanti e tanti.

Quando io sento il bisogno di riposare gli occhi stanchi dal turbinìo di tanto fango umano divenuto polvere, ma pur rimasto putredine; quando sento il bisogno di riposare le mie povere orecchie assordate dai lamenti di tanti infelici, dai tanti