Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/307


libro settimo 277

se il dirsi di costui ch’era stato allora Preside di regioni Italiche quattro o cinque volte: conciosiachè se tal ordine di governo fosse stato così comune e famigliare in quel tempo, non una ed altra, ma molte e molte ne avremmo di somiglianti; nè di costui unicamente, ma di molt’altri ci sarebbe rimasa memoria in tanta quantità d1 iscrizioni. Consolari e Correttori ordinarj di provincie d’Italia forse in sessanta marmi ci si presentano: nè pur uno di questi anterior si palesa a tempi di Costantino, ma posteriori tutti o sicuramente appaiono, o facilmente si raccolgono. Or perché mai tal meraviglia accaderebbe, se fin da tempi d’Adriano le regioni tutte dell’Italia tra Consolari e Correttori fossero state divise? Egli è infallibile che in tal caso molto maggior numero si avrebbe di lapide a onor de’ Presidi, o con menzion di essi, ne’ dugent’anni avanti Costantino erette, quando l’Italia era più Romana, che nelle basse età a lui posteriori. Finché un’arte critica non si fondi per distinguere le false iscrizioni dalle vere, potranno bensì andar tutto dì crescendo mercantilmente a dismisura i volumi, ma non cresceranno per questo le notizie sincere e pure, nè si svilupperanno da moltissime ambagi gli studj migliori. Sovvienci ora d’altra iscrizione recitata nella Prefazione dell’Almeloven a’ Fasti Consolari, nella quale si ha un Procuratore della Provincia Campagna; il che ripugnerebbe in qualche parte a quanto sopra si è dimostralo: ma quell’ iscrizione è parimente falsa; e non sol quella, ma l’altre venti non meno, quali per sussidio