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libro terzo 101

differire, mandarono una legazione a Mario, chiedendo per se e per li fratelli loro terra e luogo per vivere e per abitare. Ricercati di quai fratelli s’intendessero, e udito che de’ Teutoni, rispose Mario tener già quelli la terra lor data, e doverla tener per sempre; facendo nell'istesso tempo comparire alcuni de’ lor Capi incatenati, perchè s’accorgessero di quanto era avvenuto. Dopo il ritorno de’ Legati s’incamminarono i Cimbri verso Romani, che si tenean fermi nel loro campo. Accostatosi il Re con pochi de’ suoi agli alloggiamenti, invitò Mario a stabilir concordemente battaglia. In Plutarco nome si dà a questo Re di Beorix, attribuito in Livio ( lib. 34) anche a un Regolo de’ Boj nell’Italia. Provocato già Mario a singolar certame da un Teutone (Fron. I. 4, c. 7), gli diè per risposta, che se avea fretta di morire, potea valersi d’un laccio, rimettendolo nell’istesso tempo a un gladiatore, come quello cui più convenisse simile invito: ma a questo Re rispose, non essere veramente uso de’ Romani di prender consiglio da’ nimici; voler tuttavia compiacerlo. Accordarono dunque di combattere il terzo giorno, che venne a cadere nel trentesimo di luglio, e per luogo stabilirono, se crediamo alle stampe di Plutarco, la pianura presso Vercelli. Questo passo ha fatto credere a molti che seguisse quella battaglia nel Vercellese, e non è mancato chi in favor di tal sentenza con calore abbia scritto; ma avvertiron già il Panvinio e ’l Sigonio, error de’ copisti essere in quel luogo di Plutarco, e doversi leggere presso Verona. Il com-