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ATTO TERZO 83

Di cui accresce la fatal sua vita
Vien rubato alla mia. Spacciarlo, è vero,
Potrei, come sovrano, a viso aperto,
Senza più consultar che il mio talento;
Ma per certi rispetti e certi amici
Che forse offenderei, non oso io farlo
Onde mi converrà della prudenza
Seguir l’avviso, e maledir lo stilo
Da me stesso affilato in questa impresa
(Che per alte cagioni ad ogni sguardo
Nascondere m’è forza) il braccio vostro
Quindi io dimando.
primo sicario.
E noi non aspettiam
che un cenno tuo.
secondo sicario.
Dovesse anche la vita costarmi....
macbeth.
Audacia vi traspar dagli occhi.
Uditemi. Il nemico, ond’io vi parlo,
Qui col bujo ritorna; e può l’impresa
Compiersi nella selva; alquanto lungi
Dal castello, però, tal che sospetto
Su me (badate!) non ne cada. Il figlio
Fleanzio è seco. La sorte del padre
Corra egli pur, nè l’opera s’ammezzi.
Più del vecchio ei mi preme, e denno entrambi
Il destino partir dell’ora istessa.