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102 MACBETH.



ATTO QUARTO.






SCENA I.
Luogo aperto
ROSSE e LENOX.

rosse.
Io v’addito la via che può condurvi
Sulle tracce del ver. Le mie parole
Ben pomderate. - In lagrime Macbetto
Si stemprò per Duncan: la cosa è chiara.
Sepolto egli era. Il caro egregio Banco
A tardissima notte in via si pose.
Potria, chi n’ha talento, andar cianciando
Che lo uccise il figliol, perchè Fleanzio
Fuggì. Mal cauto chi viaggia al bujo!
Ma come immaginar che mostri tali
Fossero Donalbano e suo fratello
Da piantar nel più tenero dei padri
Il pugnal del sicario? Enorme colpa
Che die’ grave cordoglio al pio Macbetto.
In un sacro furor ha svenato
Egli i due parricidi avvinazzati
E sonnolenti? Nè fu quella un’opra