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Gaspara Stampa. 59

Signor, dappoi che l’acqua del mio pianto,
che sì larga e sì spesso versar soglio,
non può rompere il saldo e duro scoglio
del cor del fratel vostro, tanto o quanto,

vedete voi, cui so ch’egli ama tanto,
se, scrivendogli umile un mezzo foglio,
per vincer l’ostinato e fiero orgoglio
di quel petto poteste avere il vanto.

Illustre Vinciguerra, io non desio
da lui, se non che mi dica in due versi:
Pena, spera ed aspetta il tornar mio.

Se ciò m’avviene, i miei sensi dispersi,
come pianta piantata appresso il rio,
voi vedrete in un punto riaversi.

E in un Capitolo deliziosamente elegiaco, ella prega ancora l’amante così:

Deh, dolce Conte mio, per quelle e queste
fra noi ore lietissime passate,
ond’io mi piacqui e voi vi compiaceste,

più lungamente omai non indugiate
a scrivermi due versi solamente,
se il mio diletto e la mia vita amate;

chè, non potendo veder voi presente,
il veder vostre carte darà certo
qualche soccorso all’affannata mente.

Infine — è forse per i buoni uffici del fratello, — l’ingrato Collaltino si decide a scrivere, e promette che tornerà presto. Ma la so-