Pagina:Luigi di San Giusto - Gaspara Stampa.djvu/42

38 Luigi di San Giusto


Ma lo sdegno poco dura, ed ella torna a vantare in iperbolico stile le lodi del suo signore, non solo, ma anche quelle del fratello di lui, il conte Vinciguerra di Collalto, e la sua esaltazione arriva sino a paragonarli ai due Scipî!

Talvolta stupisce ella stessa di essere stata vinta così presto, ma poi si giustifica agli occhi propri e agli altrui.

Che meraviglia fu, se al primo assalto,
giovane e sola, io restai presa al varco?

Sola! e che faceva dunque sua madre? Certo non poteva ignorare il pericoloso amore della figliuola. Difatti, più tardi, quando Collaltino è in Francia, e la povera Anassilla si dispera per la assenza e per l’indifferenza del suo biondo signore, la madre e la sorella tentano di consolarla, ma non lo possono perchè pur esse sono costrette dalla tema a dolersi con lei. Di quale tema? che egli l’abbandoni e non ritorni più. Ma perchè non corsero già prima al riparo, prima che il male divenisse irrimediabile?

Accecata dall’amore, Gaspara se ne vanta con smisurata allegrezza. Ella non invidia neppure le glorie e i beni degli angeli, che stanno in cielo. L’ebrezza della passione le fa anzi trovare un paragone fra la perfetta beatitudine di cui godono gli angeli alla vista di Dio, e quella che prova il suo cuore alla vista dell’amato! La similitudine sa alquanto d’eresia, ma non