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Gaspara Stampa. 33

Era vicino il dì che il Creatore,
che nell’altezza sua potea restarsi,
in forma umana venne a dimostrarsi,
dal ventre verginale uscendo fuore;

quando degnò l’illustre mio signore,
per cui ho tanti poi lamenti sparsi,
potendo in luogo più alto annidarsi,
farsi nido e ricetto del mio core.

Con ingenua empietà ella vede una qualche relazione tra il fatto cristiano della concezione terrena di Dio e la scelta che Collaltino fa di lei. Cristo prende a suo nido il seno dell’umile Maria; Collaltino il cuore di Gaspara.

Ond’io sì rara e sì alta ventura
accolsi lieta; e duolmi sol che tardi
mi fé’ dega di lei l’eterna cura.

Da indi in qua pensieri e speme e sguardi
volsi a lui tutti, fuor d’ogni misura
chiaro e gentil quanto il sol giri e guardi.

Rapidamente accesa d’amore, ora ella vorrebbe che l’innamorato fosse più tenero e più caldo. Lo dice in questo sonetto, dove tra ingegnose e leggiadre lodi dell’amato, v’è pure un garbato spiritello scherzoso:

Quando fu prima il mio signor concetto,
tutti i pianeti in ciel, tutte le stelle
gli diêr le grazie, e queste doti e quelle,
perch’ei fosse tra noi solo perfetto.