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LA POLIZIA ARGENTINA.1

Un giorno dello scorso marzo il Governatore di Santa Fè, dottor Freyre — un omone dall'aspetto bonario e dalla parlantina sciolta — facendomi gli onori della sua casa mi mostrava una curiosa raccolta di ritratti fotografici. Erano le fotografie di tutti i suoi impiegati di polizia, bene incorniciate simmetricamente in un grande quadro di peluche e sormontate dai nomi dei relativi originali, incisi in targhette dorate. Una epigrafetta in testa al quadro faceva conoscere che si trattava di un omaggio della Polizia Santafecina al Señor Gobernador in occasione della di lui recente assunzione al potere. Il Governatore guardava tutti quei ritratti con una grande espressione d'uomo soddisfatto, e mi spiegava:

— Li conosco tutti, uno per uno, da quando ero capo come Jefe politico; qualcuno ne ho fatto io — nei suoi occhi sfavillava come una scintilla di amore paterno — e sono tutti hombres valientes, amico!

Gettai un'occhiata sulle fisionomie; una raccolta di tipi risoluti, una collezione di occhi fieri, di baffi e di barbe dal taglio poco comune, e qua e là dei nasi

  1. Dal Corriere della Sera del 5 giugno 1902.