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LA TUTELA DELLA MADRE PATRIA.1

Un console italiano, rappresentante la nostra diplomazia in una delle principalissime città della Repubblica Argentina, — città dove vivono non meno di quarantamila nostri connazionali — ha inviato una bella mattina la lettera seguente alla Patria degli Italiani. È il grido d'un buon burocratico che trova il suo tavolo troppo ingombro di lavoro, e che invoca la meritata tranquillità:

«Nell'interesse e per norma dei nostri connazionali i quali avessero reclami da sporgere per fatti dell'autorità da cui si ritenessero lesi, sarò grato se vorrete pubblicare il seguente avviso:

«Giusta i principî stabiliti dal Governo del Re, i regî sudditi, i quali si ritengono lesi nei loro diritti da qualche autorità locale, dovranno prima di tutto — e fondandosi nelle garanzie loro accordate dalle costituzioni argentine — rivolgersi successivamente, se necessario, a tutte le autorità superiori a quella dalla quale furono danneggiati, fornendo ad esse le prove convincenti dei fatti asseriti».

  1. Dal Corriere della Sera del 31 agosto 1902.