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360 l’eroica conquista di plava


pagno era adorato. Egli, deposto dolcemente a terra il ferito, gli sorreggeva la testa e s’insanguinava la mano tremante per sbottonarlo e cercare la piaga. Poi, con uno scatto, sollevò la faccia pallida, calma, solenne, esclamando: «Ma perchè non l’ho avuta io?» In quell’istante una palla lo colpì sulla tempia.

Il vecchio volontario si rovesciò sul figlio. La morte li riuniva ancora.

Ma la tristezza e la poesia di questi episodi di sangue appare dopo, ripensandoli in un altro ambiente. Lì tutto sembra naturale come è naturale la vita. Tutto è forza e fervore, laggiù, è giovinezza, è gaiezza. E canzoni liete echeggiano nel tragico bosco di Plava come nella più lontana, quieta e ridente campagna del mondo.