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di Tito Lucrezio Lib. V. 59

     La notizia inserita? E chi gli diede
     Questa prima potenza, ond’ei sapesse
     Specolar con la mente, e porre in opra
     Ciò che a far gli aggradasse? In oltre, un solo
     1560Non potea sforzar molti, e soggiogarli
     Sì, ch’apprender da lui fosser contenti
     Delle cose i vocaboli. Nè certo
     Er’atto ad insegnar, nè far intendere
     Ciò che al fatto sia d’uopo a gente sorda;
     1565Poichè nè pazienti avrian sofferto,
     Che suoni, e voci inaudite indarno
     Stordisser lor l’orecchie. E finalmente
     Perchè mai sì mirabile stimarsi
     Dee, che il genere uman, che voci, e lingua
     1570Di robusto vigor dotata avea,
     Secondo i varj suoi sensi, ed effetti
     Varj nomi ponesse a varie cose?
     Se le fere, e gli armenti, e i muti greggi
     Soglion voci dissimili formare,
     1575Quando han speme, o timor, noja o diletto?
     E ciò da cose manifeste e conte
     Può ciascuno imparar. Pria, se irritato
     Freme il molosso, e la gran bocca aprendo
     Nude mostra le zanne, e i duri denti,
     1580Già d’insano furor pregno, e di rabbia,
     In suon molto diverso altrui minaccia
     Da quel, ch’ei latra, e d’urli assorda il mondo.