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Lib. III. Fav. IV. 195

     Lo insegnerà pria d’altri il mio racconto.
          * Fuvvi già tal, nel cui gregge gli agnelli
     Nacquer col capo umano. A gl’indovini
     Mesto ricorre per consiglio. Il capo
     Del padron si minaccia, un di lor disse,
     Se vittima il periglio non rimova:
     Altri: di padre drudo, e moglie infida
     Figli vuolsi indicar. Ostia più pingue,
     Cotesto mal però fia che allontani.
     In somma in varie opinion’ divisi
     Accrescon nuova pena a l’infelice.
     Esopo allor vecchio di acuto naso,
     Cui vender fole non poteo natura;
     Vuoi tu, dice, Villan, ciò, che s’addita,
     Da te far lungi? a’ tuoi pastor’ dà moglie.



FAVOLA   IV.

Il Capo della Scimmia.

FRa l’altre merci ad un macello appese
     Esposta vide un uomo anche una Scimmia,
     E del sapor ne chiese. Il Macellajo:
     Qual è il capo, tal è il sapore ancora.
          5* Arguto egli è anzi che vero il motto:
     Spesso virtude in sozzo corpo albergo,
     E a’ rei costumi dà beltà ricetto.