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lucifero

Dolor tuo sacro e in faccia al mondo io giuro:
Mi fu iniqua la fama! Orrido, immoto
Su l’umane coscienze s’assidea
L’infallibile Domma, un paventoso
405Mostro senz’occhi e tutto plumbeo il corpo,
Che il mortale pensier di ferri avvinto
Squarcia con le feroci unghie, e sen ciba.
Suo regno è l’ombra, sua virtù gl’inganni;
L’ignoranza dei popoli il suo scudo,
410Ed armi sue l’anátema e la scure.
Contro ad esso io pugnai: sinistra e maga
Cosa per lui la sitibonda brama
D’ogni saper, frutto vietato il vero,
Colpa il voler, la libertà delitto,
415E allora, oh! allor, superbamente il dico,
Menzogna, error, colpa e delitto io fui! —



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