D’intemerata fede 230L’alma loquace ha piena;
Al gran ribelle incontro
Tumida sorge; e quando
Spera, che al primo scontro
Vinto egli fugga in volontario bando,
235Ecco, dal labbro il detto,
Come spuntato strale,
Cadele; al dolce aspetto
Dell’angelo del male
Pallida trema; al laccio 240D’Amor l’anima assente,
Scorda sè stessa, e in braccio
Del rivale di Dio perdutamente,
Immemore del cielo,
Donasi. Oh! vaga, oh bella! 245Già del vergineo velo
Scevra, com’aurea stella,
Splende; dall’ansio viso,
Dalle membra sincere,
Ignoto al paradiso 250Spira in mille piacer solo un piacere!
O amore, amor! Sì forte
È il tuo terreno impero?
Sfida per te la morte
Del fango il figlio altero; 255E mentre alla tua rete
La voce tua ne incalza,
Ei l’ale irrequíete
Svolge dal fango, e contro al ciel s’innalza!
Scendiam, proviamo! A tutti 260Zimbello è il Padre eterno,
E probi e farabutti
Si ridon dell’inferno.