Pagina:Loti - Pescatori d'Islanda.djvu/85


— 85 —

passandolo da una mano all’altra e non trovando più le sue tasche.

Passando per Paimpol tirò dritto, non guardando nessuno, col corpo un poco inclinato come chi sta per cadere, sentendo un ronzio alle orecchie; e affrettandosi, come una povera macchina, già antica, rimontata con sveltezza per l’ultima volta, senza penetrare l’imminente rottura delle molle.

Al terzo chilometro, cadde affranta, estenuata: si rialzò e sempre tremante, riprese la sua corsa urtando spesso col suo zoccolo in qualche pietra, cosa che le produceva nella testa una sensazione dolorosissima. E si affrettava, si affrettava sempre per arrivare a casa sua, per paura di cadere ancora e di non avere più la forza di rialzarsi....


Capitolo Sesto.


— La vecchia Yvonne che è ubbriaca!

Ella era caduta e i monelli le correvano dietro; fu proprio all’entrata di Ploubazlanec, dove vi sono molte case lungo la strada.

Ebbe però la forza di rialzarsi e zoppicando si salvò col suo bastone.

La vecchia Yvonne che è ubbriaca!...

I piccoli sfrontati andavano a guardarla sotto il naso ridendo.

Ve ne erano di quelli che dopo averla vista bene, con quella smorfia di dolore senile, se ne andavano rattristati e sorpresi non osando dire più niente.

Giunta a casa sua, chiusa la porta, gettò un grido di disperazione suprema, e si lasciò cadere in un angolo con la testa al muro. La sua cuffia le era caduta sugli occhi, la gettò a terra — la sua povera, bella cuffia conservata sempre con tanta cura! La bella veste della domenica era tutta sporca, ed una piccola coda di capelli, di un bianco