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Si continuò a camminare al di là di Pors-Even e della casa dei Gaos. Era per recarsi — secondo l’uso tradizionale — alla cappella della Trinità, che è come in capo al mondo bretone.

Al piede dell’ultima scogliera essa si poggia su di un suolo di roccie basse, vicinissimo al mare, anzi sembra già appartenere al mare. Per discendervi si prende un sentiero di capra tra blocchi di granito. Ed il corteo di nozze scendeva tra le pietre, al suono delle parole allegre o galanti che si perdevano nello strepito del vento e delle reti.

Impossibile arrivare alla cappella: per il cattivo tempo, il passaggio non era più sicuro, a causa del mare troppo grosso che bagnava il principio della strada fino alla cappella.

Yann che era più avanti di tutti, con Gaud al braccio, indietreggiò guardando il mare quasi per presentargli sua moglie; ma il mare non fece bel viso alla nuova sposa. Era geloso — Yann aveva promesso di fare le sue nozze con lui.

Nel voltare la testa vide il violinista che tra due raffiche, cercava di continuare a suonare.

— Finisci la tua musica, vecchio mio, il mare fa una marcia che vale più della tua....

Nello stesso tempo cominciò una grande pioggia che minacciava di venir giù fin dal mattino.

Allora fu un correre pazzo da parte di tutti per arrampicarsi presto sulla grande scogliera e con piccoli gridi di allegria raggiunsero i Gaos.


Capitolo Settimo.


Il pranzo di nozze si fece in casa dei genitori di Yann, perchè la casa di Gaud era troppo povera.

Al primo piano, nella camera nuova, misero la tavola per venticinque persone; le sorelle, i fratelli, il cugino