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nota 331

«Canzoni, Sonetti et al | tre compositione del | Magnifico Loren | zo De’ Medici co | mentate dal | medesimo». Il Commento occupa le carte da 1 r a 101 v: la scrittura ci riporta ai primi del Cinquecento. Seguono a c. 102 r le rime non commentate che vanno fino a c. 253 v. Nella carta seguente: «Del Magnifico Iv | liano svo | figlivo | lo1.» Dopo le rime di Giuliano, segue la Lalda del M.co lorenzo de me | dici sopra la canzona de’ fornai (com.: «Peccatore io sono dio ecterno»).

19. Laurenziano 26° del XLI Pluteo [L1]. Cfr. Bandini, v, 131. Cod. perg., legato in tela rossa con fregi e borchie in metallo e il titolo: Rime di diversi (sec. xv). Misura 205×140, ed è di cc. 64 mod. num., ma l’ultima è bianca. Bella scrittura della fine del secolo xv. Nel recto della guardia: «Rime di Lorenzo il Mag.co de Medici» e d’altra mano sincrona: «Rime d’incerto Authore, forse di Gir.mo Benivieni, di Franco Sacchetti, di M.ro Niccolò cieco; cap. dell’amicizia di m. Benedetto d’Arezo». La prima pagina e l’iniziale del primo sonetto sono finamente miniate. Questo bel codicetto contiene di Lorenzo 16 componimenti, cioè 9 sonetti, 2 canzoni e 5 ballate (c. 1 r-10 r).

20. Laurenziano 33° del XLI Pluteo [L2]. Cfr. Bandini, v, 140 sgg. Cart., misura 290×220, di c. 86 mod. num., con resti di antiche numerazioni, legato in assi con la solita copertina in pelle rossa dei mss. laurenziani. In alto del frontispizio: Rime di diversi. Il cod. non è, come vuole il Bandini, del secolo xv, ma della prima meta del xvi2. A c. 1 v l’indice delle rime: componimenti di Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici, del Machiavelli, del Poliziano, di Francesco Cei, di Serafino Aquilano, di Luigi Pulci, del Benivieni; stanze del Bembo, dell’Ariosto, di B. Accolti. Segue il frontispizio, disegnato a penna, in tutto il r. della c. 2 e il motto: «Celum accendis et omnes». Il codice ha qua e lá fini disegni a penna, che ricordano il contenuto delle rime: quello, ad esempio, che illustra il capitolo di Lorenzo [canto di Pan]: «Diva nell’inquieto mar creata» (c. 36 r), rappresenta da un lato Nettuno che naviga sul carro tirato dai delfini, e dall’altro

  1. Cfr. Cian, Musa Medicea. Di Giuliano di Lor. de’ Medici e delle sue rime inedite, per nozze Flamini-Fanelli, Torino, 1895; Pèrcopo, in Rass. crit. d. lett. it., 1 (1896), 71 sgg.
  2. Cfr. a c. 61 r la data del 4 febbraio 1509, apposta a un canto carnascialesco di Biagio Bonaccorsi.