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ii - comento sopra alcuni de’ suoi sonetti 37

la gravitá e dignitá. Il parlare dolcissimo veramente, pieno d’acute e buone sentenzie, come faremo intendere nel processo, perché alcune parole e sottili inquisizioni sue hanno fatto argomento a certi delli miei sonetti. Parlava a tempo, breve e conciso, né si poteva nelle sue parole o desiderare o levare; li motti e facezie sue erono argute e salse, sanza offensione però d’alcuno dolcemente mordere. L’ingegno veramente meraviglioso assai piú che a donne non si conviene; e questo però sanza fasto o presunzione, e fuggendo un certo vizio che si suole trovare nella maggior parte delle donne, alle quali parendo d’intendere assai, diventano insopportabili, volendo giudicare ogni cosa, che vulgarmente le chiamano «saccenti». Era prontissima d’ingegno, tanto che molte volte o per una sola parola o per un piccolo cenno comprendeva l’animo altrui; nelli modi suoi dolce e piacevole oltra modo, non vi mescolando però alcuna cosa molle o che provocassi altri ad alcun poco laudabile effetto; in qualunque sua cosa saggia ed accorta e circonspetta, fuggendo però ogni segno di calliditá o duplicitá, né dando alcuna sospezione di poca constanzia o fede. Sarebbe piú lunga la narrazione di tutte le sue eccellentissime parti che il presente comento; e però con una parola concluderemo il tutto, e veramente affermeremo nessuna cosa potersi in una bella e gentil donna desiderare, che in lei copiosamente non fussi.


Queste eccellentissime condizioni mi avevono in modo legato, che non avevo o pensiero o membro che fussi piú in sua libertá. E posso dire, quanto agli occhi miei, che quella morta, di che abbiamo detto, fussi la stella di Venere, da’ latini Lucifer chiamata, la quale, precedendo il sole, venendo poi quello maggior lume, cede e al tutto si spegne, quasi come se fussi ordinata per avvertire gli uomini che il sole viene e non per dare luce al mondo. Muore e spegnesi questa stella sopravenendo lo splendore del sole, e nondimeno è chiamata Lucifer, che vuol dire una cosa che porta seco la luce, la quale luce non porta nel mondo se non quando si spegne la luce sua; parve adunque a’ latini ancora la morte di quella stella,