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302 v - ambra

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     cosí lo dio ferma la veloce orma;
guarda pietoso il bel sasso crescente,
il sasso, che ancor serba qualche forma
di bella donna, e qualche poco sente:
e come amore e la pietá lo informa,
di pianto bagna il sasso amaramente,
dicendo: — O Ambra mia, queste son l’acque,
ove bagnar giá il bel corpo ti piacque.

45

     Io non arei creduto, in dolor tanto,
che la propria pietá, vinta da quella
della mia ninfa, si fuggissi alquanto
per la maggior pietá d’Ambra mia bella:
questa, non giá la mia, move in me il pianto.
È pur la vita triste e meschinella,
ancor che eterna: quando meco penso,
è peggio in me che in lei non aver senso.

46

     Lasso! ne’ monti miei paterni eccelsi
son tante ninfe, e sicura è ciascuna:
fra mille belle la piú bella scelsi,
non so come; ed amando sol quest’una,
primo segno d’amore i crini svelsi,
e caccia’la dell’acqua fresca e bruna,
tenera e nuda: poi, fuggendo esangue,
tinse le spine e i sassi il sacro sangue.

47

     E finalmente in un sasso conversa
per colpa sol del mio crudel disio,
non so, non sendo mia, come l’ho persa,
né posso perder questo viver rio:
in questo è troppo la mia sorte avversa,
misero essendo ed immortale iddio;
ché, s’io potessi pure almen morire,
potria il giusto immortal dolor finire.