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102 Prime nozioni di Astronomia.

107. La fig. 26 rappresenta il circo o cratere lunare, al quale si suol dare il nome Copernico, e che è uno dei più belli della sua specie. Intorno ad esso è disseminata una quantità di crateri minori; di piccolissimi ve n’ha una moltitudine1.

108. Immaginatevi pertanto un mondo senza acqua, e perciò senza nuvole che ne proteggano il suolo dagli infuocati raggi del Sole, senza ru-



    tagne, variamente aggruppate, e in generale addossate le une alle altre senz’ordine apparente. Queste montagne hanno contorni più erti e più frastagliati delle nostre, e la loro struttura dirupatissima dimostra essa pure la mancanza assoluta di acqua, sulla superficie lunare. Manca su questa l’azione della grande livellatrice terrestre, ossia dell’acqua, e nelle montagne lunari non s’incontrano nè dolci pendii, nè passaggi blandi da uno ad altro piano; tutto in esse procede a salti bruschi e scoscesi.

    Nè le montagne però, nè i mari costituiscono il vero dettaglio tipico e caratteristico della superficie visibile lunare; esso sta nei crateri.
    I maggiori o circhi hanno 89, 100, perfin 200 chilometri di diametro; hanno struttura complessa, e si direbbero antichi crateri sconvolti da un cataclisma. Più numerosi sono i crateri di dimensioni medie, i cui diametri vanno da 15 a 40 a 60 chilom., e nei quali la forma è più regolare di quella che riscontrasi nei circhi. Innumerevoli invece, regolari di forma, sparsi per ogni dove sono i crateri piccoli, con diametri minori di 15 chilometri; si opina che il numero loro superi i 100 mila, e se ne hanno in catalogo già più di 32 mila.

  1. Intorno al cratere lunare Copernico si osservano rughe caratteristiche, specie di solchi o scanalature sottili e lunghe. Questi solchi, scanalature o cordoni che dire si vogliano esistono in varie parti della superficie lunare, e si prolungano generalmente in linea retta.
    La loro lunghezza raggiunge talora i 100 chilometri, la larghezza non supera mali 2000 metri; i loro bordi sono frastagliati e scoscesi. Si arrestano generalmente ai contorni dei crateri, e solo rare volte attraversano questi ultimi. Si svolgono in generale isolati; eccezionalmente convergono, si incontrano e nel punto di incontro formano un intreccio molto complesso. A Luna piena appaiono luminosi e brillanti; durante le fasi lunari sembrano oscuri, in causa dell’ombra proiettata sul fondo loro dai bordi scoscesi e a ripida scarpa.