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arcuata, a sezione triangolare, coi margini ritagliati e le due estremità troncate e proviene da Santa Giustina. Un secondo coltello della medesima provenienza è una laminetta di selce bruna, translucida, lunga 8 centimetri ½, a margini taglientissimi non ritoccati, troncata ad un capo e terminata alla estremità opposta da un margine obliquo, pur tagliente.

Altre lamine, quali ad estremità sottile, obliquamente troncata, quali ad estremità incurvata ed acuminata a becco d’aquila, come quella di Santa Giustina qui appresso figurata (fig. 6), erano forse arnesi destinati ad incidere, intagliare o forare l’osso o il corno, in altre parole sorta di bulini.

Fig. 6.
Bulino di selce di S.ta
Giustina (Coll. Perrando);
½ della grand. nat.
 
Fig. 7.
Pugnale di selce paleolitico
di Stella S. Martino
(Coll. Perrando);
½ della grand. nat.
Fig. 8.
Pugnale di selce
neolitico di Palo
(Coll. Perrando);
½ della grand. nat.

Pugnali — Lamine di selce o di diaspro più o meno allungate, dai margini taglienti e terminate in punta, possono considerarsi come pugnali piuttostochè coltelli. Dalle