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nostro, nella seconda cantica ch’e’ le consèguita, il purgamento di ciascun vizio; ponendo al principio della salita del monte del Purgatorio finto da lui nel modo che si dirà (concedendolo Dio) al luogo suo, per esempio di tal vita. M. Catone, uomo reputato in fra i gentili di costumi molto buoni e molto lodevoli; benchè il Landino, sentendo altrimenti, dice ch’egli è posto da ’l Poeta in quel luogo per la libertà, della quale e’ fu tanto amatore, ch’e’ la stimò più che la vita propia, volendo significare e mostrare come chi si purga da’ vizii diventi del tutto libero, conciosia che gli uomini, i quali vivono inviluppati ne vizii, vivino e servi e schiavi delle passioni loro propie; per il che usavan dire gli Stoici, che solamente i sapienti (intendendo per i sapienti i buoni) eran quei che vivevan liberi. Ma qui si ha da notare, che essendo il poeta nostro cristiano, ch’e’ sapeva molto bene che le virtù civili non possono condur l’uomo a quella felicità e a quello stato della somma e vera beatitudine, la quale è il suo vero fine; e a la quale intendendo egli indirizzarlo, egli non pone il Purgatorio delle virtù purgatorie civili, ma quel delle virtù purgatorie cristiane; le quali non purgan solamente l’uomo da i vizi che son lor contrarii, ma elle gli cancellan di sorte le colpe di ciascun fallo, ch’elle lo ritornano in quella innocenza, nella qual fu creata da Dio primieramente per sua grazia la natura umana. E perchè tale scancellamento non può farsi (non volendo la divina iustizia violar quella legge, per la quale ella ha ordinato ab eterno che ogni fallo sia punito) se non ne’ meriti di Cristo, il quale ha pagato col sacrifizio del suo corpo innocentissimo tutti i peccati che vi son commessi e commetteranno mai, egli pon sempre, davanti ch’e’ salga a purgarsi d’alcuno vizio, uno Angelo, il quale significa la grazia di Dio, che indirizza chiunque vuole ire a purgarsi per la via ch’egli debbe tenere; e di poi, avanti ch’e’ si pervenga a lo stato di tal purità, la vera porta da entrare a quella; la quale è esso Cristo, che invitando dolcemente ciascuno nel ventottesimo canto d’esso Purgatorio dice: Venite benedicti patris mei, e quel che segue; e di poi ultimamente il Paradiso terrestre, nel qual luogo fu portato, come scrive Moses, da Dio subito che egli fu creato