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hanno, se bene ella è offerta loro, in certo modo credere di averla a ottenere, pregon nuovamente chi l’ha, che la dia loro, e si fanno di nuovo prometterla a chi prima l’aveva loro offerta. Onde se bene Virgilio aveva offerto menar Dante per lo Inferno e per il Purgatorio, e condurlo a rivedere Beatrice, Dante non solamente lo richiede di tal cosa di nuovo, ma ei lo stringe e lo scongiura, acciò ch’ei non gli manchi, per quello di che debbon fare stima sopra a ogni altra cosa gli uomini; e questo è Dio vero, chiamandolo con maravigliosa dottrina, quando ei volse nominarlo, lo Dio non conosciuto da lui. Per dichiarazione della qual cosa è da sapere che i nomi, con i quali gli uomini chiamono Dio, sono o nomi che gli hanno posto essi uomini, o nomi ch’egli si ha posti da sè. De’nomi, che gli hanno posto gli uomini, non potendo eglino aver cognizione tanto perfetta di lui, ch’eglino possin porgli nomi i quali esprimino pienamente la sustanza e la essenza sua, parte gnene sono stati posti da gli effetti ch’eglino hanno veduto procedere da lui, e parte per similitudine e per metafora. E di quegli che gli sono stati posti da’suoi effetti, parte gnene ha posti la sapienza umana, come è verbigrazia, perchè egli muove e cagiona tutte le cose, primo motore, causa delle cause e primo ente; e parte gnene ha posto il suo popolo, e nella legge vecchia, chiamandolo, per i segni della misericordia e della protezione ch’ei mostrò verso di loro, Emanuel, e quando ei dette lor la vittoria di qualche loro nimico, Sabaot, e con altri nomi simili nel modo predetto; e nella nuova, da l’averci ricomperato, Redentore, e da l’avere offerto il suo corpo per cancellamento de’nostri peccati in sacrifizio al Padre, Cristo mediatore. Di quegli, che gli son dipoi stati posti dagli uomini per similitudine e per metafora, uno de’più universali e più comuni è Dio; il qual nome gli fu posto, come dice il dottissimo Damasceno, per similitudine del fuoco. Imperò che non ritrovando gli uomini cosa in questo universo più potente, più attiva e operativa, e manco materiale, e che non si vede se non nel fumo acceso, che è la fiamma, o in legno e in altra materia simile quando egli abbrucia, che sono i carboni affocati, le quali qualità convengono grandemente a Dio, cavaron questo