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cordiale amicizia e comunanza di studii, onde avvenne che scrittosi dal Giambullari un intero commentario sopra la Divina Commedia, oggi per mala ventura perduto, lo donò al Gelli, che più volte e con molto onore lo cita in queste sue Letture. Ma della stampa, che il Doni aveva fatte nel 1547, poco fu soddisfatto il nostro autore, siccome quella che gli comparve monca e lacera. E perciò la ricorresse; e la mandò novamente a imprimere dal Torrentino nel 1549, intitolandola all’amico suo carissimo Anton Maria Landi; uomo anch’esso assai letterato, due volte Consolo all’Accademia Fiorentina, alla quale fece parecchie e dotte Letture, e scrittore di una commedia intitolata Il commodo, recitata nel 1539 per le nozze del Duca Cosimo. Questa prima lezione del Gelli fu poi ristampata ancora dal medesimo Torrentino nel 1551 insieme a Tutte le lezioni di Giovan Battista Gelli fatte sino a quell’anno.

Nel 1543, essendo Consoli prima Francesco Guidetti e poscia Carlo Lenzoni, il Gelli fece un’altra Lettura Dantesca, in tre lezioni divisa. La deè quindi il luce nel 1548 coi tipi del Torrentino già nominato, intitolandola:IL GELLO ACCADEMICO FIORENTINO sopra un luogo di Dante nel XVI Canto del Purgatorio: della creazione dell’anima razionale. E la offerse a esso Lenzoni, perchè gli portava grande affetto, e perchè a istanza di lui s’era indotto a farla, e gliene era venuto onore. E se voi per avventura (così al Lenzoni scriveva il Gelli) sentiste che qualcuno la biasimasse, piacciavi dir solamente a quelli tali, che prima discretamente considerino quale sia la professione mia, e poi giudichino a modo loro; perchè io, come persona occupatissima in esercizio diversissimo dalle lettere, non ho forse fatto poco a condurmi dove mi trovo. Il qual Lenzoni, vissuto nella prima metà del secolo XVI, fu pure appassionato di Dante; e in