Pagina:Lettere (Andreini).djvu/249


LETTERE

vendicata, accioche gli altri non piglino ardire di vilipenderlo: dunque per questa, e per infinite altre ragioni, ch’io tralascio, voi siete molto più tenuta à mantener la fede à me, che al padre vostro. Voi nel fine della vostra lettera mi pregate à trovar modo, che siate mia, il farò, e siate certa, che quand’altro far non possa, à viva forza verrò à travi di casa, per mezo ’l ferro, e ’l fuoco; nè mi sarà di spavento, o di fatica qual si voglia cosa, per aspra, e pericolosa, che sia. Consolatevi dunque, e mostrate ’l viso alla Fortuna, laquale sicome vince i timidi, così è vinta da gli arditi. Se ’l Mare stesse continuamente tranquillo, non potrebbe l’accorto Nocchiero mostrar il suo sapere: similmente non mostrerebbe l’oro la sua finezza, se non fosse essercitato nel fuoco, così gli animi prudenti non potrebbono manifestarsi, se non fossero gli avvenimenti contrarij. Prendete conforto, ch’io troverò quanto prima rimedio giovevole al nostro male, e farò contento il vostro desiderio, e ’l mio.


Scherzi amorosi honestissimi.


M

Isero io mi muoio, in presenza di colei, che mentre m’uccide non s’avvede, e non sà d’offendermi. O bellezza, ò bellezza, che quanto più sei micidiale, tanto più sei degna, per l’innocenza tua di scusa, di perdono, e di pietade. O divina bellezza, non mi duole di morir per te, duolmi


solo