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LETTERE

stiero d’haver l’occhio al risparmio, e non alla spesa. Tallhora l’esser faceto giova, e tallhora il tener più gravità, che non tengono i grandi di Spagna, presso a i semplici, non nuoce. Haverete la lingua più arrotata nel male, che pronta nel bene. Non vi curerete di mangiar freddo, di tovagliolin bianco, di forcina, o di coltello, ma sarete contento di valervi del costume di Diogene, ilquale non voleva altro Scalco, nè altro Trinciante, che le sue mani. A Tavola l’esser presto, come se v’essercitaste, per combatter in isteccato, vale assai, dove non bisogna parlare, nè tener gli occhi fermi ad una sola vivanda, nel levarvi poi, non vi scorderete lo stecco da nettarvi i denti, e col vostro ferariuolo, o con la vostra cappa su la spalla (che non si cava, finche non si và a letto) tornerete alla servitù. V’avezzerete d’andar à dormir tardi, e di levarvi à buon’hora; non vi discosterete un punto dalla speranza, nè dall’invidia. Sopportere volontieri ogni sorte di fatica, & ogni sorte di carico, ristorandovi poi quando ’l Padrone vi favorirà, mettendovi al solito la mano addosso, e dicendovi alcun suo particolare di bassa mano, con un ghignetto all’usanza. Non vi turberete, se vi vedrete men favorito, dopò la servitù di molt’anni, di quello, che sarà uno, appena veduto. Ricordatevi di tener sempre apparecchiati gli stivali, e gli sproni, per poter ad un subito sdegno del Signore levarvi giù del suo stato; e s’anderete alla lunga nell’ottener alcuna gratia, non vi sia noioso, perche la Corte non è corta; ma lunghissima nel far a chi merita benefitio.