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Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/15

 
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nocenza, che rende sì cara la gioventù, si vede appassire per l’insegnamento viziato dalla incredulità di quelli che si fanno banditori nelle scuole di dottrine false ed erronee.

Per l’amore che sento forte nel cuore pei giovani di questa diletta Città e Diocesi scongiuro i genitori cristani ad aprire gli occhi sui loro figli, ad essere essi medesimi, come ne hanno il diritto ed il dovere, gli educatori del loro cuore e li mandino a scuole cristiane; che se la necessità li costringe a far loro frequentare scuole, nelle quali non si parla di Dio nè di Gesù Cristo, nè della sua Chiesa, nè del suo Vicario, o si parla di queste cose soltanto per metterle in disprezzo, si diano premura di armarli per tempo contro la seduzione dell’errore: non aspettino che questo si mostri ad essi con la sua seducente apparenza: procurino di prevenire ogni funesto insegnamento con insegnamenti buoni. A questo scopo fra noi sono state aperte le scuole di religione; delle quali è stato riconosciuto da tutti i buoni la necessità e l’utilità. Mi è caro il dirlo a lode e a sempre maggior incoraggiamento di tutti: gli incaricati dell’insegnamento prestano l’opera con disinteresse, con sincero amore e con zelo singolare; e la gioventù carissima di Fossano, con assiduità frequenta queste scuole mostrando di raccogliere buoni frutti che varranno, non ne dubito, a premunirli dai futuri pericoli dell’errore.

I genitori cristiani si facciano dovere di tener lontano dai loro figli quei libri di educazione che non parlano mai di Dio, o se ne parlano, lo fanno solo per rammentare gli attributi che non spaventano il cattivo e tacciono della giustizia che punisce la colpa in questo o nell’altro mondo. Tengano lungi quei libri che non parlano mai di Gesù Cristo, del dovere che abbiamo come cristiani di imitarne le virtù; e ricordino quello