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Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/14

 
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bocca del Vicario di Gesù Cristo abbiamo sentito dire e ripetere che bisogna ristaurare ogni cosa in Cristo; eppure guardando attorno a noi siamo costretti a deplorare che il battesimo di un bambino non è più per la società civile, come era in passato, un segno di avere un figlio: l’osservanza della legge evangelica non è più un titolo a speciale considerazione; l’istruzione di quanto il cristiano è tenuto a sapere per camminare la giusta via non è necessaria a conseguire lodi, premi, promozioni. Noi vediamo che nelle scuole primarie si insegnano mille cose ai fanciulli, anche quelle che non saranno mai di alcun vero vantaggio per loro; ma non gîà il catechismo: tutt’al più di questo si tollera un libero, breve, fuori orario, non curato insegnamento; tanto per far mostra di tolleranza e calmare le apprensioni di qualche padre di famiglia fino a che verrà, e pur troppo non pare lontano, il momento in cui questo insegnamento sarà completamente abolito. Nelle scuole secondarie poi tutto si insegna fuor chè la scienza di Dio e di Cristo; e questo nome santissimo, innanzi al quale deve piegarsi ogni ginocchio in cielo e in terra e negli abissi, non è mai ricordato alla gioventù. Della sua vita, de’ suoi miracoli, de’ suoi insegnamenti, delle sue virtù divine si tace, o se ne parla a sproposito, proponendo aperte menzogne e pronunciando orribili bestemmie di disprezzo e di odio contro il Santo dei Santi.

La franchezza poi con cui si suole oggi nelle scuole parlare delle cose riguardanti Iddio, la religione, la morale, la Chiesa senza avere l’istruzione necessaria, ingenera facilmente nella tenera mente del giovane un’opinione che gli fa perdere la fede e dimenticare la propria dignità. E perduta la fede e dimenticata la propria dignità di cristiano che cosa può essere mai del costume di qnesto giovane? Oh! quante volte il bel fiore dell’in-