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2 traduzione della batracomiomachia


basta talvolta a render famoso il nome di uno scrittore. Intelligenza di antichi linguaggi, esame di vecchi libri, acutezza di critica, finezza di giudizio, tutto si pone in opera per ottenere l’intento desiderato, o per persuadere ai lettori d’averlo ottenuto. Una scoperta difficile è sempre bella, se non per la sua utilità, certamente per la sua difficoltà, poiché l’ingegno fu sempre stimato più della sodezza, e lo strepito più della riflessione.

La Batracomioinachia però, ossia la Guerra dei topi e delle rane, può veramente dirsi un’opera interessante. La bassezza dell’argomento non può farle perdere nulla del suo pregio. Il Genio si manifesta dappertutto, e tutto è prezioso ciò che è consacrato dal Genio. Boileau non è meno famoso per Le Lautrin che per l’Arte Poetica; la Dunciade e il Riccio Rapito sono parti del traduttore dell’Iliade e dell’autore e del Saggio sopra l’uomo; e l’Ariosto contrasta ancora al Tasso il primato del Parnaso epico italiano. Famosa è la proposizione di Jacopo Gaddi. «Voglio», scrisse egli, «pronunziare un paradosso, benché abbia alquanto paura dei censori nasuti e dei motteggiatori. La Batracomiomachia mi par più nobile e più vicina alla perfezione che l’Odissea e l’Iliade, anzi superiore ad ambedue nel giudizio, nell’ingegno e nella bellezza della tessitura che la rendono un poema giocoso affatto eccellente». 1 Martino Crusio analizzò la Batracomiomachia con tutte le regole della critica, e la trovò poema eroicomico esattamente corrispondente a tutte

  1. Paradoxon dicere volo, licet veiear nasutos ccn& ores, vel momos. Batrachomyomachia videtur milii uobilior, propiorque pertectioni, quam Odyssea et Ilias; immo utramque superai judicio, . -ic ingenio, et prsestantia textuiae, euni sit poema ludicrum excellens. — Gaddi, De Scriptoribus non Ecclesiasticis.